Cecchignola e Rimed, quando il progetto è top secret (senza motivo)

È sceso il silenzio su due dei più grandi concorsi di progettazione del 2011. Dopo l’aggiudicazione non si è saputo più nulla dei progetti per la città militare alla Cecchignola e il centro di ricerca biomedica Rimed a Palermo. Si sa chi ha vinto, ma nessuno – tranne i committenti – ha visto i progetti premiati. Come se si trattasse di una gara modello Merloni, dove si sceglie un nome e un prezzo invece di un programma chiaro, trasparente e capace di aggregare consenso.
Se il concorso serve a mettere in competizione le proposte, perché dopo l’aggiudicazione non si rendono pubblici i progetti? La riservatezza sembra una nuova tendenza. E non solo dei privati, che sempre più spesso minacciano i progettisti con pesanti penali per la diffusione di immagini senza autorizzazione. Cinque mesi fa è stato aggiudicato il maxi-concorso a Roma per disegnare la cittadella militare sul modello dei campus Usa. Vincitori Favero&Milan con Vittorio Grassi & Partners e Buro Happold («Progetti e Concorsi» n. 41/2011). Sette mesi fa l’aggiudicazione del concorso promosso dalla Fondazione Rimed per un polo medico hi-tech a Palermo, vinto dal team internazionale guidato da Hok («Progetti e Concorsi» n. 35/2011). Due gare che hanno visto in campo big della progettazione e committenti di prestigio come il ministero della Difesa e la Fondazione Rimed (che include presidenza del Consiglio, Cnr e due Atenei Usa).

La Fondazione Rimed continua a promettere di svelare al più presto il progetto. La Difesa si trincera dietro il «segreto militare». Sarebbe il caso di alzare il velo: sul progetto e sulle intenzioni di andare avanti con il programma.

Scritto da:
Paola Pierotti
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